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Primo Levi, la biografia, le opere e la testimonianza di Auschwitz | |||||||||
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Primo Levi, la biografia, le opere e la testimonianza di AuschwitzCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoPrimo Levi nasce a Torino nel 1919 e si laurea in chimica nel 1941, proprio mentre le leggi razziali fasciste gli rendono la vita più difficile. Arrestato in Valle d'Aosta nel dicembre 1943, viene deportato ad Auschwitz nel febbraio 1944 e sopravvive fino alla liberazione, nel gennaio 1945. Nel 1947 pubblica 'Se questo è un uomo', il racconto della sua prigionia, che diventa una delle testimonianze più lette della letteratura italiana del Novecento sui lager nazisti. Negli anni successivi scrive anche romanzi, racconti di fantascienza e libri che intrecciano chimica e scrittura, come 'Il sistema periodico'. Muore a Torino nel 1987, nella stessa casa dove era nato. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoGli anni della formazionePrimo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919. Nel 1934 entra al liceo Massimo D’Azeglio, dove si diploma nel 1937, e lo stesso anno si iscrive alla facoltà di Scienze dell’Università di Torino per studiare chimica. Nel novembre 1938 il regime fascista emana le leggi razziali, che vietano agli ebrei l’iscrizione alle scuole pubbliche e complicano anche il percorso di chi, come Levi, è già dentro l’università: trovare un relatore disposto a seguire la sua tesi diventa difficile. Levi si laurea comunque nel luglio 1941, con il massimo dei voti e la lode. Il diploma, però, porta una nota che dice tutto del clima di quegli anni: la dicitura “di razza ebraica”, imposta dalle stesse leggi razziali. Levi non è il solo scrittore ebreo-italiano del Novecento a raccontare la propria identità dentro una città come Torino o, più a est, Trieste: anche Italo Svevo, nato qualche decennio prima, ha costruito la sua opera più nota, Coscienza di Zeno, attorno a un’introspezione che parte proprio da chi si racconta da dentro, con gli strumenti che conosce meglio. Nel caso di Levi, quegli strumenti sono quelli del chimico. L’arresto e la deportazioneL’8 settembre 1943 il governo Badoglio annuncia l’armistizio con gli Alleati. Il 13 dicembre 1943 Levi viene arrestato dalle milizie fasciste insieme ad altri compagni ad Amay, una frazione del comune di Saint-Vincent sulla strada verso il Col de Joux e Brusson: è per questo che alcune fonti più generiche indicano l’uno o l’altro comune vicino, invece della località precisa. Trasferito al campo di transito di Fossoli, vicino a Modena, Levi viene messo su un convoglio che il 22 febbraio 1944 parte per la Polonia, con circa 650 altri ebrei italiani. Ad Auschwitz-Birkenau gli viene tatuato il numero 174517, secondo la Holocaust Historical Society, e viene assegnato al sottocampo di Monowitz, dove lavora come assistente in un laboratorio dell’industria chimica tedesca I.G. Farben. È qui che la sua formazione da chimico, quella stessa laurea ottenuta con la nota discriminatoria sul diploma, gli permette forse di sopravvivere, con un lavoro al chiuso nel campo di sterminio, negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Levi si ammala poco prima dell’evacuazione del campo, e questo lo salva dalle marce forzate verso ovest: viene liberato dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945, mentre è ricoverato in infermeria. Il ritorno e la nascita di uno scrittoreIl rientro non è immediato. Levi lascia la Polonia solo a giugno del 1945, in un viaggio lungo e tortuoso attraverso l’Europa orientale, e arriva a Torino il 19 ottobre 1945. Trova lavoro in una fabbrica di vernici, ma nello stesso periodo comincia a scrivere quello che sarà il suo primo libro.
“Se questo è un uomo” esce nel 1947, pubblicato dal piccolo editore De Silva. Il libro non racconta soltanto fatti: registra nomi, numeri, gesti quotidiani del campo, con un metodo quasi scientifico. Il capitolo per capitolo di quest’opera merita un Recap a sé, e a quello torneremo in un prossimo approfondimento.
Le opere, oltre AuschwitzUna delle letture più diffuse di Levi lo riduce allo scrittore di un solo tema, la deportazione. È una lettura parziale. Nel 1966, con lo pseudonimo di Damiano Malabaila, pubblica “Storie naturali”, una raccolta di racconti di fantascienza. Nel 1971 esce “Vizio di forma”, un’altra raccolta nello stesso genere. Nel 1975 pubblica “Il sistema periodico”, un libro autobiografico che intreccia ventuno capitoli, ciascuno legato a un elemento della tavola periodica, con la sua vita di chimico e di scrittore. Nel 1978 esce “La chiave a stella”, il romanzo che racconta il mestiere di un montatore di impianti industriali, e che gli vale il Premio Strega. Nel 1982 pubblica “Se non ora, quando?”, e nel 1986, un anno prima della morte, “I sommersi e i salvati”, una riflessione più tarda e più amara sulla memoria della Shoah. Il chimico che scrive, il pensiero di LeviTra i temi centrali del pensiero di Levi c’è l’idea che chimica e scrittura non siano due attività separate. Diceva che la chimica insegna a separare, pesare e distinguere le cose, e che sono esercizi utili anche a chi si mette a raccontare un fatto. Non ha mai tracciato una linea netta tra la sua identità di chimico e quella di scrittore: la prima gli ha dato gli strumenti per mettere ordine nei ricordi, la seconda il modo di condividerli. Un’eredità letterariaPrimo Levi muore a Torino l’11 aprile 1987, nella stessa casa dove era nato. Le fonti biografiche concordano sulla data e sul luogo. La sua opera resta oggi tra i riferimenti principali della letteratura italiana del Novecento sulla deportazione, letta nelle scuole e discussa negli studi sulla Shoah, ma anche apprezzata per la varietà di generi che ha saputo attraversare, dal romanzo alla fantascienza, dalla memoria al racconto industriale. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Primo Levi?Primo Levi era uno scrittore e chimico italiano, nato a Torino nel 1919. Deportato ad Auschwitz nel 1944, sopravvisse alla prigionia e raccontò l'esperienza in 'Se questo è un uomo', pubblicato nel 1947. Morì a Torino nel 1987. Cosa scrisse Primo Levi?Oltre a 'Se questo è un uomo' (1947) e 'La tregua' (1963), Levi scrisse racconti di fantascienza come 'Storie naturali' (1966), il libro autobiografico 'Il sistema periodico' (1975) e il romanzo 'La chiave a stella' (1978), tra le altre opere. Qual è un riassunto della vita di Primo Levi?Nato a Torino nel 1919, Levi si laureò in chimica nel 1941 nonostante le leggi razziali fasciste. Arrestato in Valle d'Aosta nel dicembre 1943, fu deportato ad Auschwitz nel febbraio 1944 e liberato nel gennaio 1945. Tornato a Torino nell'ottobre 1945, pubblicò nel 1947 'Se questo è un uomo' e continuò a scrivere fino alla morte, nel 1987. Perché Primo Levi è importante per la letteratura italiana?Perché la sua testimonianza su Auschwitz, in 'Se questo è un uomo', è considerata tra i documenti più letti sulla realtà dei lager nazisti, e perché nella sua opera ha unito il rigore della formazione scientifica alla scrittura, senza separare i due mestieri. Come morì Primo Levi?Morì l'11 aprile 1987, a Torino, nella stessa casa dove era nato, secondo le fonti biografiche disponibili. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














