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La luna e i falò di Cesare Pavese: la trama e i temi dell'ultimo romanzo |
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La luna e i falò di Cesare Pavese: la trama e i temi dell'ultimo romanzoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampo«La luna e i falò» è l'ultimo romanzo di Cesare Pavese, scritto tra settembre e novembre del 1949 e pubblicato nel 1950 da Einaudi. Il protagonista, un trovatello soprannominato Anguilla, torna al paese dov'è cresciuto dopo aver fatto fortuna negli Stati Uniti, e trova un luogo che la guerra ha cambiato. Il racconto procede per episodi che sembrano slegati e che stanno insieme grazie ai pensieri di chi ricorda. Secondo il critico Silverio Novelli, su Treccani, quel ritorno non restituisce ad Anguilla l'identità che cerca, anzi gli rende più netto il senso di non appartenere a nessun posto. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn romanzo scritto in due mesiSecondo la voce del Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, «La luna e i falò» nasce tra settembre e novembre del 1949 ed esce per Einaudi, a Torino, nel 1950. Wikipedia precisa il mese: aprile. La stessa voce Treccani lo indica come l’ultimo romanzo di Cesare Pavese, e Wikipedia aggiunge che è il libro con cui si chiude la sua carriera di narratore. Pavese si tolse la vita tra il 26 e il 27 agosto di quello stesso 1950, pochi mesi dopo l’uscita. Nella lettura di Treccani, il libro ha un andamento più disteso rispetto ai romanzi precedenti, quasi un ritmo classico, georgico, in cui il ritorno alla terra d’origine finisce per essere un ritorno alla terra e basta. La storia di AnguillaIl protagonista non ha un nome. Il lettore conosce solo il soprannome con cui lo chiamano al paese, Anguilla, e sa che è un trovatello. La vicenda si apre con il suo rientro in Italia dopo la Liberazione: era emigrato negli Stati Uniti, dove ha fatto fortuna, e dalla scheda inglese del romanzo sappiamo che l’assenza è durata venticinque anni. Appena arrivato, mentre riconosce odori e luoghi dell’infanzia, il pensiero corre indietro al momento in cui, neonato, era stato abbandonato. La campagna e il paese ritrovati non sono quelli che aveva lasciato. Gli abitanti sono stati cambiati in profondità dalla guerra e dal tempo passato: è l’impronta che la Seconda guerra mondiale lascia sul paese in cui Anguilla torna. La terra e chi la lavora erano già stati materia della narrativa italiana con il Verismo di Giovanni Verga; qui però il punto di vista è quello di chi era partito. Nuto, Cinto e gli altriAccanto ad Anguilla stanno due figure che il testo lascia impresse. Nuto è l’amico intimo, e Wikipedia lo descrive come deciso, scaltro e sapiente. Cinto è un ragazzino con una grave malformazione alle gambe. Il ritorno che non ricomponeSilverio Novelli, in un articolo pubblicato sul portale della lingua italiana di Treccani nel 2010, legge il romanzo come il luogo dove il mito del ritorno — quello di Ulisse — coincide con la necessità della parola narrativa, capace di dire l’ineluttabilità del destino. Nella sua lettura il rientro fallisce nel proposito di riprendersi un’identità perduta e finisce per accrescere e sancire senza scampo il sentimento di non appartenere a nulla. Sempre secondo Novelli, è un libro che regola i conti con il passato, e in quelle pagine Pavese cita Shakespeare con la frase «Ripeness is all», la maturità è tutto. Il viaggio di ritorno dà al romanzo la sua struttura; nella lettura di Novelli non è però una soluzione per chi lo compie. Come è costruito il raccontoWikipedia segnala un tratto che spiazza alla prima lettura. Il romanzo non racconta la vicenda nei minimi dettagli né in ordine: accosta episodi che, in apparenza, non hanno legame tra loro, e a tenerli insieme sono i pensieri e le riflessioni del protagonista. Chi legge ricostruisce la storia come farebbe chi ascolta qualcuno che ricorda ad alta voce, saltando avanti e indietro. Il titolo inglese della traduzione è «The Moon and the Bonfires», e il soprannome Anguilla vi compare reso come «Eel». PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteDi cosa parla «La luna e i falò»?Di un uomo che torna nel paese dove è cresciuto dopo venticinque anni passati negli Stati Uniti, dov'era emigrato e aveva fatto fortuna. Il rientro avviene dopo la Liberazione, e chi torna scopre che la guerra ha cambiato i luoghi e le persone. Il libro alterna quel presente ai ricordi dell'infanzia, a partire dall'abbandono che ne ha segnato l'inizio. «La luna e i falò» ha vinto il Premio Strega?No. Nel giugno del 1950 il Premio Strega andò a «La bella estate», un altro libro di Pavese. È una confusione frequente, perché i due titoli escono a breve distanza l'uno dall'altro, ma le fonti consultate non attribuiscono premi a «La luna e i falò». È davvero l'ultimo libro di Pavese?È il suo ultimo romanzo e quello che chiude la sua carriera di narratore, come indicano la voce del Dizionario Biografico degli Italiani e la scheda di Wikipedia. Esce nell'aprile del 1950; Pavese si toglie la vita tra il 26 e il 27 agosto dello stesso anno. Come si chiama il protagonista?Il nome non viene mai detto. Al paese lo chiamano Anguilla, ed è l'unico modo in cui il lettore può nominarlo. Nella traduzione inglese il soprannome diventa «Eel». Quando è ambientato il romanzo?Il presente della narrazione è il dopoguerra, subito dopo la Liberazione. I ricordi del protagonista risalgono invece molto più indietro, fino alla sua infanzia di trovatello e agli anni precedenti l'emigrazione. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













