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    Letteratura33

    Da Virgilio a Pirandello: vite, opere e poetiche degli autori che si studiano a scuola, con le distinzioni canoniche che i docenti chiedono in verifica.

    • Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino: riassunto «Il sentiero dei nidi di ragno» è il romanzo d'esordio di Italo Calvino, pubblicato da Einaudi nell'autunno 1947. Racconta la Resistenza attraverso gli occhi di Pin, un ragazzo che ruba una pistola a un marinaio e la nasconde in un luogo segreto conosciuto solo a lui. Calvino lo scrisse in circa venti giorni, a 23 anni, per rispettare la scadenza di un concorso letterario fissata al 31 dicembre 1946: proprio lui, che nel 1944 si era arruolato tra i partigiani col nome di battaglia Santiago. Il romanzo è il testo con cui la critica presenta la fase del «neorealismo fantastico» di Calvino, una guerra raccontata non come cronaca diretta, ma filtrata da uno sguardo infantile e favolistico. 30″ · 5 domande · 7 carte
    • Cesare Pavese: il mito della campagna nella narrativa del Novecento Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 1908 - Torino, 1950) è una delle voci centrali della narrativa italiana del Novecento, tra i romanzi ambientati nelle Langhe e il lavoro editoriale alla Einaudi. Nei suoi libri torna spesso il rapporto tra la città e la campagna d'origine, raccontato con un realismo che deve molto a Giovanni Verga e agli scrittori americani che lo stesso Pavese tradusse. Fu anche poeta e diarista: la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi e il diario Il mestiere di vivere restano tra i suoi testi più letti, insieme al romanzo La luna e i falò. Antifascista appartato, pagò con l'arresto e il confino il suo impegno, prima di iscriversi al Partito Comunista Italiano nel dopoguerra; morì suicida a Torino nel 1950. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • La luna e i falò di Cesare Pavese: la trama e i temi dell'ultimo romanzo «La luna e i falò» è l'ultimo romanzo di Cesare Pavese, scritto tra settembre e novembre del 1949 e pubblicato nel 1950 da Einaudi. Il protagonista, un trovatello soprannominato Anguilla, torna al paese dov'è cresciuto dopo aver fatto fortuna negli Stati Uniti, e trova un luogo che la guerra ha cambiato. Il racconto procede per episodi che sembrano slegati e che stanno insieme grazie ai pensieri di chi ricorda. Secondo il critico Silverio Novelli, su Treccani, quel ritorno non restituisce ad Anguilla l'identità che cerca, anzi gli rende più netto il senso di non appartenere a nessun posto. 30″ · 5 domande · 7 carte
    • Primo Levi, la biografia, le opere e la testimonianza di Auschwitz Primo Levi nasce a Torino nel 1919 e si laurea in chimica nel 1941, proprio mentre le leggi razziali fasciste gli rendono la vita più difficile. Arrestato in Valle d'Aosta nel dicembre 1943, viene deportato ad Auschwitz nel febbraio 1944 e sopravvive fino alla liberazione, nel gennaio 1945. Nel 1947 pubblica 'Se questo è un uomo', il racconto della sua prigionia, che diventa una delle testimonianze più lette della letteratura italiana del Novecento sui lager nazisti. Negli anni successivi scrive anche romanzi, racconti di fantascienza e libri che intrecciano chimica e scrittura, come 'Il sistema periodico'. Muore a Torino nel 1987, nella stessa casa dove era nato. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: la raccolta di poesie di Cesare Pavese «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» è la raccolta di poesie di Cesare Pavese dedicata all'attrice americana Constance Dowling. Il volume uscì postumo nel 1951 per Einaudi, curato da Massimo Mila e Italo Calvino, e riunisce diciannove poesie in tutto: le dieci del 1950 che danno il titolo alla raccolta, scritte tra l'11 marzo e l'11 aprile di quell'anno, e altre nove scritte nel 1945. Treccani legge il libro come l'abbandono di Pavese ai due temi leopardiani, amore e morte. In una lettera del 17 aprile 1950 Pavese scrisse: «Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te». 30″ · 5 domande · 8 carte
    • La coscienza di Zeno: riassunto e analisi del romanzo di Svevo La coscienza di Zeno è il romanzo che Italo Svevo pubblica nel 1923, il terzo e ultimo dei suoi romanzi maggiori dopo Una vita (1892) e Senilità (1898). Il libro si presenta come il memoriale che Zeno Cosini scrive su insistenza del proprio psicoanalista, e racconta la sua vita non in ordine cronologico ma per capitoli tematici: il fumo, la morte del padre, il matrimonio con Augusta, la relazione con l'amante Carla, gli affari con il cognato Guido Speier. Zeno è un narratore inattendibile, perché la sua ricostruzione è filtrata dalla memoria soggettiva e da autoinganni non intenzionali. Pubblicato a spese dello stesso Svevo, il romanzo fu inizialmente un insuccesso in Italia, finché alcuni anni dopo l'amico James Joyce lo segnalò a due critici francesi che lo resero famoso. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Italo Svevo: vita, opere e pensiero Italo Svevo, pseudonimo dello scrittore triestino Ettore Schmitz, nacque a Trieste il 19 dicembre 1861 e morì il 13 settembre 1928. Lavorò diciotto anni come impiegato di banca, mentre scriveva romanzi che restarono a lungo ai margini del successo. Le sue tre opere principali, Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, raccontano protagonisti incapaci di stare al passo con le regole della vita comune, la figura che i critici chiamano l'inetto. Il contatto con le teorie di Sigmund Freud e l'amicizia con lo scrittore irlandese James Joyce, conosciuto a Trieste come insegnante di inglese, segnarono in modo decisivo la sua scrittura, soprattutto nel terzo romanzo. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Neoclassicismo: mappa concettuale del movimento letterario e artistico Il Neoclassicismo è il movimento artistico e letterario che, a partire dal 1750 circa, propone il ritorno all'equilibrio e alla misura dell'arte greca e romana, in reazione agli eccessi decorativi del Rococò. Il teorico tedesco Johann Joachim Winckelmann ne fissa i principi nel 1755 e li approfondisce nel 1764, mentre gli scavi di Ercolano e Pompei offrono agli artisti modelli diretti dell'antichità. In pittura domina il disegno netto di David e Ingres, in scultura la compostezza delle forme di Canova e Thorvaldsen, in architettura il linguaggio dei templi di Schinkel; in letteratura la tradizione inglese attraversa Dryden, Pope, Swift e Johnson. Nello stesso arco di tempo cresce il Preromanticismo, con la sua attenzione al sentimento e alla malinconia. 30″ · 5 domande · 6 carte
    • Cesare Beccaria: la vita e le idee di Dei delitti e delle pene Cesare Beccaria nacque a Milano nel 1738 e morì nella stessa città nel 1794. Nel 1764 pubblicò, in forma anonima, Dei delitti e delle pene, un'opera elaborata nell'Accademia dei Pugni, il circolo milanese dei fratelli Verri. Il libro chiede che la pena sia proporzionata al danno arrecato al bene pubblico, che il suo scopo sia impedire nuovi reati, e condanna la tortura giudiziaria e la pena di morte. Nel giro di pochi anni fu tradotto in Francia e in Inghilterra, e trovò lettori come Caterina II di Russia, John Adams e Thomas Jefferson. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Arlecchino servitore di due padroni: trama e personaggi Arlecchino servitore di due padroni è una commedia di Carlo Goldoni, nota anche come Il servitore di due padroni: nasce come canovaccio nel 1745, scritto per l'attore Antonio Sacchi, in arte Truffaldino, e diventa un testo scritto per intero solo nel 1753. La storia è ambientata a Venezia, nella casa del mercante Pantalone de' Bisognosi, e ruota attorno a un equivoco: il servo Truffaldino finisce per servire in segreto due padroni, Beatrice Rasponi travestita da uomo e il suo amante Florindo, semplicemente per riuscire a mangiare a sazietà. È l'ultima opera in cui Goldoni fa comparire le maschere della commedia dell'arte, e segna il passaggio verso il teatro di carattere della sua riforma. Nel Novecento, le regie di Giorgio Strehler, a partire dal 1947, restano tra i suoi allestimenti più ricordati. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Giuseppe Parini: vita, Il Giorno e le altre opere in riassunto Giuseppe Parini nasce a Bosisio nel 1729, diventa sacerdote senza vocazione nel 1754 e insegna eloquenza a Milano dalle Scuole Palatine. La sua opera maggiore, Il Giorno, racconta in versi sciolti la giornata di un nobile milanese - il «giovin signore» - dal risveglio al sonno, trattandola con lo stile solenne di un poema epico per farne emergere l'inutilità. Accanto al poema scrive le Odi, sviluppate per quasi quarant'anni, e il Dialogo sopra la nobiltà, un attacco diretto ai privilegi di nascita. Vicino ma non allineato al circolo illuminista del Caffè di Pietro Verri, lascia un modello di poesia impegnata che Foscolo e Manzoni riprenderanno a modo loro. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Carlo Goldoni e la riforma della commedia: mappa concettuale Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793, dopo essersi laureato in diritto a Padova ed essere diventato avvocato veneziano. Prima di lui il teatro comico italiano vive soprattutto di commedia dell'arte, con canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino. Goldoni sposta il baricentro verso testi scritti per intero e personaggi che assomigliano a persone reali invece che a maschere stereotipate: la svolta prende forma con «La donna di garbo» e si allarga negli anni Cinquanta del Settecento. Il cambiamento avviene per gradi: alcune commedie di passaggio hanno solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto resta improvvisato. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Torquato Tasso: vita del poeta e riassunto della Gerusalemme Liberata Torquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595, dopo una vita passata quasi interamente al servizio della corte estense di Ferrara. Il suo capolavoro è la Gerusalemme Liberata, un poema in venti canti sulla prima crociata e la conquista di Gerusalemme, pubblicato nella sua forma definitiva nel 1581 dopo una gestazione durata oltre vent'anni. Al centro della vicenda c'è Goffredo di Buglione, che guida l'esercito cristiano, ma il racconto si apre di continuo a storie private di amore e dovere: il guerriero Tancredi, la maga Armida, il paladino Rinaldo. Nel 1593 Tasso pubblicò una revisione più severa dal titolo Gerusalemme Conquistata, che però non ha mai scalzato la fortuna della prima versione. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Gabriele D'Annunzio: vita, opere e mappa concettuale del Decadentismo Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 e si forma al Collegio Cicognini di Prato, dove resta sette anni fino alla licenza del 1881. Negli anni Ottanta dell'Ottocento vive un'intensa vita mondana tra redazioni giornalistiche e salotti eleganti, mentre scrive il romanzo Il Piacere, pubblicato nel 1889, e più tardi le Laudi, quattro volumi (1903-1912) i cui primi tre libri segnano il vertice della sua ricerca poetica, con Alcyone come volume più apprezzato dalla critica. Secondo Treccani, solo con D'Annunzio la letteratura italiana stabilisce un contatto pieno con le correnti decadenti nate in Francia attorno al 1885-1886 sull'esempio di Baudelaire, ed è per questo considerato il maggiore esponente italiano della corrente. Nella sua vita si intrecciano anche il legame con l'attrice Eleonora Duse e, negli anni Venti del Novecento, un rapporto con Benito Mussolini a cui, per stessa valutazione di Mussolini, non fu mai riconosciuto un peso politico reale. Muore improvvisamente il 1° marzo 1938 nella sua residenza del Vittoriale. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Orlando Furioso: trama, personaggi e riassunto L'Orlando Furioso è il poema cavalleresco che Ludovico Ariosto pubblica per la prima volta nel 1516 e porta alla forma definitiva nel 1532, con quarantasei canti. Racconta le imprese di cavalieri e dame alla corte di Carlo Magno, con il paladino Orlando che perde la ragione per amore di Angelica: da qui il titolo del poema. Ariosto scrive in ottava rima, la strofa di otto endecasillabi tipica della poesia narrativa italiana, e riprende come punto di partenza l'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, rimasto incompiuto. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Decameron di Giovanni Boccaccio: struttura, novelle e riassunto Il Decameron è la raccolta di cento novelle che Giovanni Boccaccio scrive tra il 1349 e il 1353: dieci giovani, sette donne e tre uomini, si rifugiano in campagna vicino a Firenze per sfuggire alla peste del 1348 e si raccontano una storia a testa per dieci giornate. Le novelle sono spesso legate dal tema della fortuna e dell'ingegno, e la prosa di Boccaccio è considerata un punto fondativo per la lingua letteraria italiana. Insieme a Dante Alighieri e Francesco Petrarca, Boccaccio forma le Tre Corone della letteratura italiana: fu tra i primi editori delle opere di Dante e tenne quella che è considerata la prima Lectura Dantis della storia. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Il Decameron di Pasolini: il film del 1971 tra Boccaccio e Napoli Il Decameron di Pasolini è il film che nel 1971 apre la Trilogia della vita, presentato al Festival di Berlino dove vince l'Orso d'argento. Pier Paolo Pasolini sposta le novelle di Giovanni Boccaccio da Firenze a Napoli, in età angioina, e ne sceglie un gruppo di nove o dieci per il film, tra cui Ser Ciappelletto e Andreuccio da Perugia. Il regista si ritaglia anche un ruolo, quello dell'allievo di Giotto, accanto ad attori come Franco Citti, Ninetto Davoli e Silvana Mangano. Nel giugno 1975 Pasolini scrive un'autocritica severa sulla trilogia, l'Abiura della trilogia della vita, pubblicata postuma sul Corriere della Sera una settimana dopo la sua morte, e ripudia così pubblicamente l'operazione che l'aveva reso celebre pochi anni prima. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Il Principe di Machiavelli: virtù, fortuna e mappa concettuale «Il Principe» è il trattato politico che Niccolò Machiavelli scrisse nel 1513, durante il confino forzato seguito al suo arresto. In poche pagine spiega come un nuovo governante conquista e mantiene il potere, intorno a due idee centrali: la virtù, cioè la capacità di adattare la propria condotta alle circostanze, e la fortuna, la parte imprevedibile degli eventi con cui ogni principe deve fare i conti. Il libro fu pubblicato solo nel 1532, cinque anni dopo la morte dell'autore. Va distinto dal significato che l'aggettivo «machiavellico» ha preso nell'uso comune, nato nei secoli successivi e non dall'opera stessa. 30″ · 5 domande · 7 carte
    • Geometria non euclidea di Lovecraft: perché appare nei suoi racconti H. P. Lovecraft usa l'espressione «geometria non euclidea» solo due volte in tutta la sua narrativa, in «The Call of Cthulhu» (scritto nel 1926, pubblicato nel 1928) e in «The Dreams in the Witch House» (1933), ma quelle due comparse sono bastate a fare del termine un topos dell'horror cosmico. Non descrive formule matematiche: nei racconti indica angoli che sembrano sbagliati, superfici su cui «salire» equivale a camminare in orizzontale, percezioni che il cervello umano non riesce a ricomporre. Lovecraft lega questo smarrimento alla sua filosofia, il cosmicismo: un universo indifferente in cui la mente umana non basta nemmeno a leggere lo spazio che la circonda. Il fisico Benjamin K. Tippett ha mostrato che le descrizioni di R'lyeh, la città di Cthulhu, somigliano a ciò che si osserverebbe dentro una bolla di spaziotempo curvo — un'analisi a posteriori, non la fonte da cui Lovecraft partiva. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • I Sepolcri di Ugo Foscolo: struttura e temi del capolavoro I Sepolcri è un carme di Ugo Foscolo composto tra l'estate e l'autunno del 1806 e pubblicato a Brescia nel 1807. Nasce da una discussione nel salotto di Isabella Teotochi Albrizzi sull'editto di Saint-Cloud, la legge napoleonica che regolava le sepolture, ed è dedicato al poeta Ippolito Pindemonte. In 295 endecasillabi sciolti, Foscolo parte da una visione materialistica della morte per arrivare al valore civile delle tombe, quelle degli italiani illustri sepolti a Santa Croce a Firenze, che tengono viva la memoria di un popolo. Treccani lo definisce il vertice più alto raggiunto dalla sua intera opera poetica. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Petrarca e il Canzoniere: la vita del poeta e la sua opera più famosa Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304 e morì ad Arquà nel 1374, dopo una vita passata tra Avignone, Milano, Venezia e Padova. È l'autore del Canzoniere, la raccolta di 366 poesie che lui stesso intitolò in latino Rerum vulgarium fragmenta e che solo dal Cinquecento in poi iniziò a circolare col nome più noto. Al centro dell'opera c'è l'amore per Laura, incontrata secondo una nota dello stesso poeta il 6 aprile 1327 ad Avignone: la sua identità reale resta però incerta, come indicano diverse fonti. Il Canzoniere consacrò il sonetto come forma poetica e ispirò per secoli la lirica amorosa in tutta Europa, dal Cinquecento italiano fino ai sonetti inglesi di Shakespeare. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Sonetto: struttura e schema delle rime Il sonetto è una forma poetica italiana di 14 endecasillabi, divisi in un'ottava di otto versi e una sestina di sei. Nell'ottava le rime si dispongono quasi sempre a schema incrociato, ABBA ABBA; nella sestina le combinazioni sono più libere, e Francesco Petrarca predilige CDE CDE. Tra l'ottavo e il nono verso cade la volta, il punto in cui l'argomento esposto nell'ottava trova una risposta nella sestina. Nato nel Duecento con la Scuola poetica siciliana, il sonetto diventa con Petrarca il metro guida della lirica italiana. 30″ · 5 domande · 7 carte
    • Sonetto shakespeariano: struttura e schema delle rime Il sonetto shakespeariano è la variante inglese del sonetto, resa celebre da William Shakespeare nei suoi 154 componimenti pubblicati nel 1609. È fatto di tre quartine e un distico finale, con schema di rime ABAB CDCD EFEF GG, diverso da quello petrarchesco che divide il testo in un'ottava e una sestina. Il distico finale porta la svolta di senso del sonetto, spesso come conclusione, amplificazione o confutazione di quanto detto prima. La struttura nasce dal lavoro di Thomas Wyatt ed Henry Howard, conte di Surrey, che adattarono in Inghilterra la forma petrarchesca prima ancora che Shakespeare la usasse. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Ugo Foscolo: vita, esilio e opere principali Ugo Foscolo nasce a Zante, isola ionica allora sotto il dominio di Venezia, il 6 febbraio 1778, e cresce tra Venezia e gli studi all'Università di Padova. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 si sposta tra la Cispadana e Milano; nel 1815 lascia l'Italia per motivi politici e non vi torna più, passando dalla Svizzera a Londra, dove arriva nel 1816 e vive undici anni fino alla morte, il 10 settembre 1827. In questo percorso scrive le opere che lo rendono uno degli autori più letti a scuola: il romanzo epistolare Le ultime lettere di Jacopo Ortis, il carme I Sepolcri, le Odi e i Sonetti, il poema incompiuto Le Grazie. Gli studiosi collocano la sua opera tra la fine dell'Illuminismo e i primi segni del Romanticismo. Nel 1871 i suoi resti tornano in Italia e vengono sepolti nella basilica di Santa Croce a Firenze. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Le ultime lettere di Jacopo Ortis: trama e temi del romanzo di Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis è il romanzo con cui Ugo Foscolo racconta, attraverso le lettere di un giovane profugo veneto al suo amico Lorenzo Alderani, un amore impossibile e la fine delle speranze di libertà dopo la caduta della Repubblica di Venezia. Jacopo si innamora di Teresa, promessa sposa a Odoardo, e si rifugia sui Colli Euganei mentre l'Italia cambia sotto Napoleone. Quando Teresa si sposa, Jacopo si toglie la vita. È considerato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana, scritto sul modello dei Dolori del giovane Werther di Goethe, e la sua storia editoriale è complicata quanto la trama: un'edizione incompleta del 1798-99, pubblicata senza il consenso di Foscolo, precede quella definitiva del 1816-17. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Dialetti italiani: quanti sono, dove si parlano e come sono nati In Italia non esiste un conteggio ufficiale dei dialetti: la classificazione più condivisa dagli studiosi, quella di Giovan Battista Pellegrini del 1975, li raggruppa in cinque grandi sistemi che nascono tutti dal latino parlato in ogni regione, non da un italiano "sbagliato". La linea La Spezia-Rimini separa da secoli i dialetti settentrionali dal resto della penisola. Nel Medioevo i volgari regionali avevano lo stesso status del fiorentino; solo dopo il Cinquecento quest'ultimo si è imposto come base dell'italiano, retrocedendo gli altri al rango di dialetti. Secondo l'ISTAT, la quota di popolazione che li parla in famiglia è scesa dal 32% del 1988 al 9,6% del 2024. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Giovanni Verga e il Verismo: vita, opere e caratteristiche Giovanni Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio del proprietario terriero Giovanni Battista Verga, e muore nella stessa città il 27 gennaio 1922. È la figura di riferimento del Verismo, il movimento letterario italiano che tra il 1875 e i primi del Novecento racconta la Sicilia rurale e le classi popolari con un metodo che fa sparire i commenti dell'autore dal racconto. Il suo romanzo più noto, I Malavoglia (1881), ebbe un'accoglienza fredda da parte della critica del tempo, mentre Mastro-don Gesualdo (1889) fu accolto molto meglio; entrambi dovevano far parte di un progetto più ampio, il Ciclo dei Vinti, annunciato nel 1878 e mai completato. Verga elaborò queste tecniche insieme all'amico Luigi Capuana, conosciuto a Milano, dopo essere rimasto colpito dal romanzo di Émile Zola L'Assommoir. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Alessandro Manzoni e I Promessi Sposi: trama, redazioni e personaggi Alessandro Manzoni (Milano, 1785-1873) scrive I Promessi Sposi, il romanzo che darà all'Italia un modello di lingua nazionale prima ancora che uno Stato unico. Racconta di Renzo e Lucia, due giovani filatori di seta nella Lombardia del Seicento, il cui matrimonio è ostacolato dal prepotente don Rodrigo: separati dalla fuga, i due attraversano la carestia, la guerra e la peste di Milano del 1630 prima di ritrovarsi. Manzoni non scrisse il romanzo una volta sola: lo riscrisse tre volte in vent'anni, fino alla Quarantana del 1840-1842, rivista in un fiorentino colto pensato per tutta l'Italia. Personaggi come l'Innominato e la monaca di Monza non sono del tutto inventati, ma rielaborano vicende storiche realmente accadute. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Dante e la Divina Commedia: struttura del viaggio e riassunto La Divina Commedia è il poema che Dante Alighieri scrive da esiliato, tra il 1308 e il 1321, e racconta un viaggio immaginario attraverso i tre regni dell'aldilà cristiano. I numeri che la governano sono rigidissimi: tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), cento canti in tutto e 14.233 versi endecasillabi legati dalla terza rima. Il protagonista è Dante stesso, che si perde in una selva oscura e attraversa l'aldilà accompagnato prima dal poeta latino Virgilio, poi da Beatrice e infine da san Bernardo. Il titolo che Dante le diede era soltanto Comedìa: l'aggettivo «divina» arriva da Boccaccio ed entra stabilmente nel nome con un'edizione veneziana del 1555. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Giacomo Leopardi: vita, opere e il pessimismo cosmico Giacomo Leopardi è stato un poeta, filosofo e filologo italiano, nato a Recanati nel 1798 e morto a Napoli nel 1837. Da ragazzo studiò per anni da autodidatta nella biblioteca del padre, imparando da solo greco ed ebraico, e proprio a quello studio intensissimo attribuì i primi problemi di salute. Le sue opere più note sono i Canti, la raccolta di poesie che comprende L'infinito e La ginestra, le Operette morali, dialoghi filosofici in prosa, e lo Zibaldone di pensieri, un enorme diario di riflessioni rimasto privato fino alla sua morte. Nel suo pensiero, l'infelicità umana passa da una prima spiegazione legata alla storia e alla società a una convinzione più radicale, il pessimismo cosmico, la sofferenza come legge di natura che riguarda ogni essere, in ogni epoca. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Eneide di Virgilio: riassunto, trama e personaggi L'Eneide è il poema epico che Publio Virgilio Marone scrisse in latino negli anni finali della sua vita, tra il 29 e il 19 a.C. circa, raccontando in dodici libri il viaggio di Enea dalla Troia in fiamme fino all'Italia. La prima parte segue le peregrinazioni dell'eroe per il Mediterraneo, sul modello dell'Odissea; la seconda racconta la guerra che deve combattere nel Lazio, con echi dell'Iliade. Virgilio morì nel 19 a.C. senza portare a termine la revisione finale e chiese invano che il manoscritto fosse distrutto: l'opera fu pubblicata postuma per volontà di Augusto. Al centro della storia c'è la fondazione leggendaria di Roma, un tema legato anche alla famiglia dello stesso Augusto. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Giovanni Pascoli: biografia, poetica e opere Giovanni Pascoli (1855-1912) è uno dei maggiori poeti italiani tra Otto e Novecento, noto soprattutto per la poetica del fanciullino: l'idea che dentro ognuno di noi sopravviva uno sguardo infantile, capace di stupirsi delle cose comuni come se fosse la prima volta a vederle. La sua infanzia fu segnata dall'omicidio del padre nel 1867 e da una serie di lutti familiari negli anni successivi, eventi che tornano spesso nella sua poesia insieme ad altri temi. Insegnò latino e greco in diversi licei e università, fino a succedere al suo maestro Giosuè Carducci sulla cattedra di letteratura italiana a Bologna. Le sue opere più note sono le raccolte poetiche Myricae e Canti di Castelvecchio, oltre al saggio Il fanciullino, dove espone la sua idea di poesia. 30″ · 5 domande · 8 carte
    • Luigi Pirandello: vita, opere e il Nobel del 1934 Luigi Pirandello è stato uno scrittore e drammaturgo siciliano, nato ad Agrigento nel 1867 e morto a Roma nel 1936: tra i nomi più importanti della letteratura italiana del Novecento. Ha scritto romanzi, oltre cento novelle e decine di opere teatrali, tornando spesso sullo stesso nodo: la difficoltà di far combaciare la maschera che la vita sociale ci impone con una realtà che cambia in continuazione. Il suo capolavoro narrativo è Il fu Mattia Pascal (1904); in teatro ha cambiato le regole della scena con Sei personaggi in cerca d'autore (1921), inventando il cosiddetto "teatro nel teatro". Nel 1934 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, per il rinnovamento audace e ingegnoso che ha portato all'arte drammatica. 30″ · 5 domande · 8 carte

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