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    recaplica Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: la raccolta di poesie di Cesare Pavese
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    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: la raccolta di poesie di Cesare Pavese

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 29 settembre 2026

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    «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» è la raccolta di poesie di Cesare Pavese dedicata all'attrice americana Constance Dowling. Il volume uscì postumo nel 1951 per Einaudi, curato da Massimo Mila e Italo Calvino, e riunisce diciannove poesie in tutto: le dieci del 1950 che danno il titolo alla raccolta, scritte tra l'11 marzo e l'11 aprile di quell'anno, e altre nove scritte nel 1945. Treccani legge il libro come l'abbandono di Pavese ai due temi leopardiani, amore e morte. In una lettera del 17 aprile 1950 Pavese scrisse: «Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te».

    Punti Chiave

    • La raccolta esce postuma nel 1951, per Einaudi, nella collana «Poeti», curata da Massimo Mila e Italo Calvino.
    • Il volume comprende diciannove poesie in tutto, nove scritte nel 1945 e dieci nel 1950, secondo la Fondazione Cesare Pavese.
    • Le dieci poesie del 1950 formano il ciclo che dà il titolo al libro e sono dedicate a Constance Dowling, l'attrice americana con cui Pavese ebbe una relazione descritta da Treccani come decisiva.
    • Furono scritte tra l'11 marzo e l'11 aprile del 1950, secondo la data della prima e dell'ultima poesia del ciclo riportata da VIV-IT.
    • Secondo Treccani, il libro nasce dall'abbandono di Pavese ai due temi leopardiani di amore e morte.
    • Rispetto a «Lavorare stanca», secondo la scheda di catalogo Einaudi le poesie lasciano la vena narrativa ed epica per un registro lirico e soggettivo.

    I numeri chiave

    • 19 Le poesie in tutto nel volume Einaudi del 1951: nove scritte nel 1945 e dieci nel 1950. Fonte: Fondazione Cesare Pavese
    • 10 Le poesie scritte nel 1950 che formano il ciclo eponimo, dedicate a Constance Dowling. Fonte: Fondazione Cesare Pavese
    • 11 marzo - 11 aprile 1950 Il periodo in cui furono scritte le poesie del ciclo, dalla data della prima a quella dell'ultima. Fonte: VIV-IT

    L'Approfondimento

    Un libro uscito dopo la morte di Pavese

    Secondo Treccani, «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» è l’ultimo volume di versi di Cesare Pavese, pubblicato postumo nel 1951. Einaudi lo colloca nella collana «Poeti», curato da Massimo Mila e Italo Calvino. Il volume non coincide con il solo ciclo che gli dà il titolo: comprende anche il gruppo di poesie «La terra e la morte».

    Due numeri da non confondere

    Il volume e il ciclo eponimo non hanno lo stesso numero di poesie. Secondo la Fondazione Cesare Pavese, il libro del 1951 ne raccoglie diciannove in tutto: nove scritte nel 1945 e dieci nel 1950. Sono le dieci del 1950 a comporre il ciclo che dà il nome all’intera raccolta.

    Volume Einaudi 1951Ciclo del titolo
    Poesie1910
    Anni di scrittura1945 e 19501950
    Dedica—Constance Dowling

    Un mese di scrittura, per un’attrice americana

    Secondo VIV-IT, ogni poesia del ciclo porta una data: la prima è dell’11 marzo 1950, l’ultima dell’11 aprile dello stesso anno. Treccani lega quelle pagine alla relazione, definita decisiva, che Pavese ebbe con l’attrice americana Constance Dowling, a cui l’ultimo volume di versi è dedicato.

    Il 17 aprile 1950, pochi giorni dopo l’ultima poesia del ciclo, Pavese scrisse in una lettera:

    Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te.

    — Cesare Pavese, lettera del 17 aprile 1950, citata da VIV-IT.

    Amore e morte, un riferimento leopardiano

    Secondo Treccani, il libro nasce dall’abbandono di Pavese alle “due cose belle” di Giacomo Leopardi, amore e morte: i due temi che attraversano l’intera raccolta. VIV-IT descrive un registro diviso fra due toni: da una parte il pensiero del suicidio, il “vizio assurdo”, con toni cupi e parole senza speranza; dall’altra l’amore, che pure porta incertezza e tormento, raccontato con immagini vive e colorate.

    «Il vizio assurdo» è il titolo di una biografia di Pavese scritta da Davide Laiolo, non un’altra opera dentro la raccolta.

    Uno stile diverso da «Lavorare stanca»

    Secondo la scheda di catalogo di Einaudi, le poesie di questa raccolta si allontanano dalla vena narrativa ed epica di «Lavorare stanca» e tornano a un registro lirico e soggettivo, costruito più sul ritmo, le immagini e il suono che sulla confessione diretta.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Verrà la morte e avrà i tuoi occhiSlide 2 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Diciannove poesie, o dieci?Slide 3 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Come procediamoSlide 4 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Capitolo 01: Un libro uscito postumoSlide 5 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: I numeri della raccoltaSlide 6 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Capitolo 02: Il ciclo del 1950Slide 7 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Il periodo di scrittura del cicloSlide 8 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Cesare Pavese, lettera del 17 aprile 1950 (VIV-IT)Slide 9 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Capitolo 03: Amore e morte, il filo dei temiSlide 10 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: I due toni della raccoltaSlide 11 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Capitolo 04: Un registro nuovoSlide 12 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: La raccolta lascia la vena narrativa di «Lavorare stanca»Slide 13 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Quante poesie in tutto ha il volume Einaudi del 1951?Slide 14 della presentazione su Verrà la morte e avrà i tuoi occhi: Il Recap completo
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il volume del 1951 contiene le stesse dieci poesie del ciclo eponimo.

      ✓ Realtà Secondo la Fondazione Cesare Pavese, il volume Einaudi del 1951 raccoglie diciannove poesie in tutto: nove scritte nel 1945 e dieci nel 1950. Solo queste ultime dieci formano il ciclo che dà il nome all'intera raccolta e che Pavese dedicò a Constance Dowling.

    • ✗ Mito Le poesie proseguono lo stile narrativo di «Lavorare stanca».

      ✓ Realtà Secondo la scheda di catalogo di Einaudi, no: rispetto a «Lavorare stanca» questi versi lasciano la vena narrativa ed epica e tornano a un registro lirico e soggettivo, dove contano più il ritmo, le immagini e il suono che la confessione diretta.

    • ✗ Mito «Il vizio assurdo» è un'altra opera della raccolta.

      ✓ Realtà No. Davide Laiolo scelse quel titolo per la sua biografia di Pavese. Nella raccolta il pensiero del suicidio compare come tono cupo di alcune poesie, secondo VIV-IT, non come titolo di un testo a parte.

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    • Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
      • Il libro Pubblicato postumo nel 1951
        • Uscita nel 1951 Einaudi, collana Poeti
        • Curatori Massimo Mila e Italo Calvino
        • Diciannove poesie in tutto Nove del 1945, dieci del 1950
      • Il ciclo del titolo Le dieci poesie del 1950
        • Scritto in un mese Dall'11 marzo all'11 aprile 1950
        • Dedicato a Dowling L'attrice americana Constance Dowling
        • Dà il nome alla raccolta
      • I temi Amore e morte
        • Il riferimento leopardiano Amore e morte, secondo Treccani
        • Il pensiero del suicidio Il vizio assurdo, tono cupo
        • Le immagini dell'amore Vive e colorate, secondo VIV-IT
      • Lo stile Il confronto con Lavorare stanca
        • Meno narrativo Si allontana dalla vena epica
        • Più lirico Registro soggettivo
        • Ritmo e immagini Non la confessione diretta

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno fu pubblicata «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi»?

    Il volume esce postumo nel 1951 per Einaudi. Il 1950 è invece l'anno in cui Pavese scrive le dieci poesie del ciclo che dà il titolo alla raccolta.

    2 Quante poesie raccoglie in tutto il volume Einaudi del 1951?

    La Fondazione Cesare Pavese indica diciannove poesie in tutto, nove del 1945 e dieci del 1950. Il ciclo che dà il titolo alla raccolta ne comprende solo dieci, quelle del 1950.

    3 A chi sono dedicate le dieci poesie del ciclo eponimo, scritte nel 1950?

    Constance Dowling è l'attrice americana con cui Pavese ebbe, secondo Treccani, una relazione decisiva; a lei dedicò l'ultimo volume di versi.

    4 Chi curò l'edizione Einaudi del 1951?

    La Fondazione Cesare Pavese attribuisce la curatela del volume, nella collana «Poeti» di Einaudi, a entrambi.

    5 Tra quali date furono scritte le poesie del ciclo che dà il titolo alla raccolta?

    VIV-IT riporta che ogni poesia del ciclo porta una data, dalla prima poesia dell'11 marzo all'ultima dell'11 aprile del 1950.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» è la raccolta di poesie di Cesare Pavese dedicata all'attrice americana Constance Dowling. Il volume uscì postumo nel 1951 per Einaudi, curato da Massimo Mila e Italo Calvino, e riunisce diciannove poesie in tutto: le dieci del 1950 che danno il titolo alla raccolta, scritte tra l'11 marzo e l'11 aprile di quell'anno, e altre nove scritte nel 1945. Treccani legge il libro come l'abbandono di Pavese ai due temi leopardiani, amore e morte. In una lettera del 17 aprile 1950 Pavese scrisse: «Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te».

    Domande e risposte

    Di cosa parla «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi»?

    È la raccolta di poesie che Cesare Pavese dedicò a Constance Dowling, l'attrice americana con cui ebbe, secondo Treccani, una relazione decisiva. I temi portanti, sempre secondo Treccani, sono l'amore e la morte, gli stessi che Pavese riprende dalla tradizione leopardiana: il pensiero del suicidio, con toni cupi, e l'amore, con immagini vive, sono le due voci che VIV-IT trova nei versi.

    Dove si può leggere il testo completo delle poesie?

    Nell'edizione a stampa Einaudi, curata da Massimo Mila e Italo Calvino, che raccoglie le diciannove poesie del volume del 1951. È l'edizione di riferimento per chi cerca il testo integrale, non un estratto online.

    Quante poesie ha davvero la raccolta, dieci o diciannove?

    Entrambi i numeri sono corretti, ma si riferiscono a due cose diverse: il volume Einaudi del 1951 contiene diciannove poesie in tutto, nove del 1945 e dieci del 1950; il ciclo che dà il titolo al libro conta solo le dieci del 1950.

    Chi è Constance Dowling?

    L'attrice americana a cui Pavese dedicò l'ultimo volume di versi. Treccani descrive la relazione fra i due come decisiva per la stesura del ciclo scritto nel 1950.

    Che significato ha il titolo della raccolta?

    Riprende il primo verso della poesia omonima, scritta da Pavese nella primavera del 1950. Il verso apre il ciclo dedicato a Dowling e anticipa i due temi che, secondo Treccani, percorrono l'intero volume, amore e morte.

    Fonti consultate

    • Cesare Pavese — Una poesia al giorno, Treccani
    • Cesare Pavese: works — Fondazione Cesare Pavese
    • Verrà la morte e avrà i tuoi occhi — Giulio Einaudi editore
    • Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, le ultime poesie — VIV-IT

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