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Cesare Pavese: il mito della campagna nella narrativa del Novecento |
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Cesare Pavese: il mito della campagna nella narrativa del NovecentoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoCesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 1908 - Torino, 1950) è una delle voci centrali della narrativa italiana del Novecento, tra i romanzi ambientati nelle Langhe e il lavoro editoriale alla Einaudi. Nei suoi libri torna spesso il rapporto tra la città e la campagna d'origine, raccontato con un realismo che deve molto a Giovanni Verga e agli scrittori americani che lo stesso Pavese tradusse. Fu anche poeta e diarista: la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi e il diario Il mestiere di vivere restano tra i suoi testi più letti, insieme al romanzo La luna e i falò. Antifascista appartato, pagò con l'arresto e il confino il suo impegno, prima di iscriversi al Partito Comunista Italiano nel dopoguerra; morì suicida a Torino nel 1950. Punti Chiave
L'ApprofondimentoLe origini e la formazioneCesare Pavese nacque il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, da Eugenio e Consolina Mesturini. Crebbe tra il paese natale e Torino, dove completò gli studi. Frequentò il liceo classico Massimo D’Azeglio a partire dal 1923: fu qui che ebbe tra i suoi insegnanti Augusto Monti, la figura che secondo l’ANPI lo introdusse negli ambienti dell’antifascismo torinese. Conseguita la maturità nel 1926, si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Torino e nel 1930 discusse la tesi di laurea sul poeta americano Walt Whitman. L’antifascismo e il confinoPavese non si iscrisse mai al Partito Nazionale Fascista, e si manteneva con lezioni private e con traduzioni dall’inglese. Il suo antifascismo, per anni, restò appartato piuttosto che militante: fu però sufficiente a fargli pagare un prezzo alto, nello stesso clima repressivo raccontato in Il mito di Mussolini: la propaganda del duce nel fascismo. Il 15 maggio 1935 Pavese fu arrestato in qualità di direttore della rivista la Cultura, per il possesso di lettere cifrate legate a una rete di contatti antifascisti. Fu condannato al confino e, giunto a Brancaleone Calabro il 4 agosto 1935, vi rimase fino al marzo 1936, quando ottenne il condono. L’editore Einaudi e la letteratura americanaNel 1938 Pavese entrò nella casa editrice Einaudi, di cui divenne direttore editoriale con grande autorevolezza, collaborando attivamente fino alla morte. Promosse tra l’altro la cosiddetta collana viola di etnologia e studi mitici, con opere di Carl Gustav Jung, Lucien Lévy-Bruhl e Karl Kerényi. Fu anche un traduttore instancabile: portò in italiano Herman Melville (Moby Dick, Benito Cereno), Sherwood Anderson, John Dos Passos, John Steinbeck, William Faulkner, James Joyce e Gertrude Stein, contribuendo con Elio Vittorini a far conoscere in Italia la letteratura nordamericana. Secondo l’Enciclopedia Treccani, il suo realismo risente proprio di questo doppio debito, alla lezione di Giovanni Verga e il Verismo e a quella letteratura americana di cui si era fatto traduttore. Il romanzo Paesi tuoi, pubblicato nel 1941, fu descritto dal Dizionario Biografico degli Italiani come un’opera «destinata a rinnovare la prosa narrativa italiana», per la sua asciutta brutalità narrativa di derivazione americana. Il mito della campagna e lo stileNei romanzi di Pavese torna spesso un movimento preciso: la ricerca di contatti umani e di una reimmersione nel mondo rurale d’origine, come difesa dalla meccanicità della vita cittadina, secondo l’Enciclopedia Treccani. È una memoria che, facendo centro sull’infanzia, si innalza al mito o sfocia nel simbolo.
Pavese nel Novecento letterario italianoSecondo l’Enciclopedia Treccani, Pavese ha avuto un ruolo essenziale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Accanto a lui, altri autori ridisegnarono in quegli stessi decenni la narrativa italiana da angolazioni diverse: Luigi Pirandello: vita, opere e il Nobel del 1934 sul piano del teatro e della crisi dell’identità, Italo Svevo: vita, opere e pensiero su quello del romanzo psicologico. Tre libri, in particolare, raccontano bene le direzioni diverse in cui si mosse la sua scrittura. La luna e i falò, l’ultimo romanzo, segue il ritorno di un emigrato al paese natale tra le Langhe. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi raccoglie le ultime poesie, scritte nel marzo 1950 e dedicate all’attrice Constance Dowling. Il mestiere di vivere è il diario che Pavese tenne dal 1935 al 1950, pubblicato postumo. Gli ultimi anni e la morteIl 1950 fu insieme l’anno del successo e della fine. Pavese vide pubblicato La luna e i falò e, nello stesso periodo, scrisse le poesie che sarebbero confluite in Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Il 26 agosto 1950, nel primo pomeriggio, si recò all’albergo Roma di Torino; si tolse la vita con un sonnifero e fu ritrovato senza vita la sera del giorno dopo, il 27 agosto. Nel dopoguerra si era iscritto al Partito Comunista Italiano e aveva collaborato all’edizione piemontese de l’Unità. Nel 2002 i suoi resti furono trasferiti nel cimitero di Santo Stefano Belbo, sotto l’epitaffio «Ho dato poesia agli uomini». PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCesare Pavese fu un autore neorealista?Le fonti consultate non usano questa etichetta in senso stretto per Pavese: l'Enciclopedia Treccani descrive il suo realismo come derivato dalla lezione di Giovanni Verga e dalla letteratura nordamericana che tradusse. Qual è il romanzo più noto di Cesare Pavese?La luna e i falò, pubblicato nel 1950: l'ultimo romanzo scritto da Pavese, ambientato tra le Langhe e il ritorno di un emigrato al paese natale. Perché Pavese fu arrestato e confinato?Nel 1935 fu arrestato come direttore della rivista la Cultura per il possesso di lettere cifrate legate ai suoi contatti antifascisti, e fu poi confinato a Brancaleone Calabro fino al marzo 1936. Pavese si iscrisse a un partito politico?Sì: secondo l'ANPI, dopo la Liberazione si iscrisse al Partito Comunista Italiano e collaborò all'edizione piemontese del quotidiano l'Unità. Cosa dice l'epitaffio sulla tomba di Pavese?"Ho dato poesia agli uomini": l'iscrizione scelta per la sua tomba a Santo Stefano Belbo, dove i resti furono trasferiti nel 2002. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














