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Quattrocento fiorentino: Brunelleschi, Ghiberti, Masaccio e Donatello | ||||||||||||||||||||
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Quattrocento fiorentino: Brunelleschi, Ghiberti, Masaccio e DonatelloCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Quattrocento fiorentino è il momento in cui l'arte italiana rompe, poco alla volta, con lo stile gotico e comincia a guardare al mondo classico. A Firenze, nella prima metà del secolo, quattro nomi segnano questo passaggio: Filippo Brunelleschi, che applica alla sua architettura il sistema della prospettiva lineare; Lorenzo Ghiberti, che nel 1401 vince il concorso per la porta del Battistero; Masaccio, che porta il naturalismo nella pittura; Donatello, che lo porta nella scultura e diventa un punto di riferimento per gli artisti della città. Le loro opere, spesso pagate da corporazioni di mestiere o dalla famiglia Medici, cambiano il modo in cui si dipinge, si scolpisce e si costruisce. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoNella prima metà del Quattrocento, Firenze cambia il modo in cui si costruisce, si scolpisce e si dipinge. Secondo Treccani, l’arte del Rinascimento nasce proprio in quell’ambiente, segnato “sensibilmente dall’attività di figure quali Donatello, Masaccio, F. Brunelleschi”, con “una progressiva rottura con gli stilemi dell’arte e dell’architettura del gotico” che lascia spazio a un linguaggio che attinge sempre più al vocabolario classico. Brunelleschi e l’invenzione della prospettivaFilippo Brunelleschi è il primo a impostare la propria architettura su un sistema nuovo: la prospettiva lineare a un punto di fuga. Come nota la National Gallery di Londra, “il sistema a un punto singolo (la prospettiva lineare) fu inventato da Brunelleschi a Firenze in relazione alla sua architettura”. È una costruzione matematica: le linee parallele che si allontanano dall’osservatore convergono verso un unico punto, il punto di fuga. Gli artisti fiorentini adottano questo sistema dai primi decenni del Quattrocento; Leon Battista Alberti lo codifica poi per iscritto nel trattato De Pictura.
Brunelleschi applica le sue idee anche a edifici concreti. Dal 1417 lavora alla cupola di Santa Maria del Fiore, che secondo Treccani è “la più grande impresa fiorentina del tempo”. Nello stesso periodo firma il portico dell’Ospedale degli Innocenti, iniziato nel 1419, e la Sacrestia Vecchia della basilica di San Lorenzo, costruita tra il 1419 e il 1428. Il concorso del 1401: Ghiberti batte BrunelleschiPrima di dedicarsi all’architettura, però, Brunelleschi partecipa a un concorso che non vince. Nel 1401 si tiene la selezione per la seconda porta del Battistero di Firenze, con una formella a soggetto obbligato: il Sacrificio di Isacco. Il concorso lo vince Lorenzo Ghiberti. Treccani lo racconta senza giri di parole: “Dopo il concorso per la porta del Battistero, vinto dal Ghiberti”, Brunelleschi si volge verso altre ricerche. Tra queste ricerche ci sono, secondo la fonte, le tavolette prospettiche con le vedute del Battistero e del palazzo dei Signori, oggi perdute ma descritte dal suo biografo. Né Treccani né le fonti museali dicono come si arrivò all’assegnazione definitiva dell’incarico a Ghiberti, e qui non viene aggiunta alcuna data non verificata. Masaccio, il naturalismo nella pitturaMasaccio applica alla pittura quello che Brunelleschi applica all’architettura. La National Gallery di Londra lo definisce “il pittore più rivoluzionario del primo Rinascimento”: combina figure monumentali, “modellate dalla luce”, con l’uso della prospettiva lineare per costruire uno spazio credibile. La stessa fonte precisa che Masaccio “fu influenzato dagli sviluppi nella scultura del suo amico Donatello, che poi applicò alla pittura”. L’opera più nota di Masaccio sono gli affreschi della Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, realizzati negli anni Venti del Quattrocento. Il soprannome con cui è conosciuto, “Masaccio”, indica un Tommaso goffo o trascurato: il suo vero nome era Tommaso di ser Giovanni di Simone. Morì probabilmente di peste, a Roma, a 27 anni; la National Gallery segnala però l’incertezza sull’anno esatto, indicandolo come “1428/9?”. Donatello, guida degli artisti innovatoriSecondo i Musei del Bargello, Donatello “con le sue opere sarà la guida, per tutta la prima metà del secolo, degli artisti più innovatori” di Firenze. Il suo San Giorgio, scolpito per una nicchia esterna di Orsanmichele, è indicato dalla stessa fonte come “una delle prime raffigurazioni in assoluto dello spazio che si apre prospetticamente in profondità” in una scultura. Un’altra opera, il David in bronzo, viene realizzata per la famiglia Medici ed è descritta dai Musei del Bargello come il “primo nudo a tutto tondo dopo la fine della classicità”: la fonte non indica però un anno preciso di realizzazione. Orsanmichele, l’edificio dove si trova il San Giorgio, non era un museo: le sue nicchie esterne ospitavano le statue dei santi patroni delle Arti, le corporazioni di mestiere fiorentine, che ne finanziavano la realizzazione. Ogni corporazione sceglieva il proprio protettore e commissionava l’opera che lo rappresentava.
Il Quattrocento fiorentino non è un episodio isolato: prosegue un percorso di rinnovamento politico e culturale già avviato nel secolo precedente, quando il comune medievale italiano aveva ridisegnato il governo delle città toscane, e prepara il terreno per il Rinascimento che nei decenni successivi si diffonde nel resto d’Italia e d’Europa. Chi vuole confrontarlo con l’epoca immediatamente precedente può ripartire dal Medioevo; chi è interessato al pensiero politico fiorentino di poco successivo trova un ponte naturale ne Il Principe di Machiavelli, scritto a Firenze un secolo dopo il concorso del 1401. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il Quattrocento fiorentino?È il periodo, nella prima metà del XV secolo, in cui a Firenze prende forma l'arte del Rinascimento: secondo Treccani, un linguaggio in progressiva rottura con gli stilemi del gotico, che attinge sempre più al vocabolario classico. Chi sono i protagonisti del Quattrocento fiorentino?Tra i nomi più citati per il periodo ci sono Filippo Brunelleschi (architettura e prospettiva), Lorenzo Ghiberti (scultura bronzea), Masaccio (pittura) e Donatello (scultura). Chi inventò la prospettiva usata nella pittura del Rinascimento?Brunelleschi, in relazione alla sua architettura: lo afferma la National Gallery di Londra a proposito del sistema a un punto di fuga, che gli artisti fiorentini adottarono poi in pittura e Alberti mise per iscritto. Quando morì Masaccio?La National Gallery di Londra indica l'anno di morte come incerto tra il 1428 e il 1429, probabilmente per peste, a Roma. Cos'è Orsanmichele?È l'edificio fiorentino le cui nicchie esterne ospitavano le statue dei santi patroni, commissionate dalle Arti, le corporazioni di mestiere della città: tra queste il San Giorgio di Donatello. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













