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Jerome Bruner: chi era e la sua teoria dell'apprendimento e della cultura | ||||||||||||||||||||||||
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Jerome Bruner: chi era e la sua teoria dell'apprendimento e della culturaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta10 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoJerome Bruner (1915-2016) è stato uno psicologo statunitense tra i protagonisti della rivoluzione cognitiva degli anni Sessanta. Ha proposto che la conoscenza si costruisca attraverso tre modalità di rappresentazione — enattiva, iconica e simbolica — e che l'apprendimento sia un processo profondamente legato alla cultura e al linguaggio, non solo all'età del bambino. Con Gail Ross e David Wood ha sviluppato nel 1976 il concetto di scaffolding, il supporto che un adulto o un tutor offre a chi impara e che si ritira mano a mano che diventa autonomo. Le sue idee, dal curriculum a spirale all'apprendimento per scoperta, restano un riferimento per chi studia pedagogia e psicologia dello sviluppo. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoJerome Bruner nasce il 1° ottobre 1915 e muore il 5 giugno 2016, a 100 anni. Si laurea alla Duke University nel 1937 e consegue il dottorato in psicologia ad Harvard nel 1941. Insegna poi ad Harvard e a Oxford, è presidente dell’American Psychological Association e, secondo la NYU School of Law, fa parte del President’s Science Advisory Committee sotto le amministrazioni Kennedy e Johnson, venendo indicato come una delle forze dietro il programma federale Head Start. Nel 1991 arriva alla New York University School of Law come Meyer Visiting Professor e nel 1998 diventa University Professor, restando in facoltà per dieci anni in tutto. Un collega della NYU Law, citato nella pagina dedicata a Bruner, lo ha descritto come il «Pied Piper of interdisciplinary wonder», per come mescolava psicologia, letteratura, filosofia e antropologia nell’insegnamento del diritto, indagando le intersezioni tra diritto e cultura. Tra i riconoscimenti ricevuti, sempre secondo NYU Law, figurano l’International Balzan Prize, la CIBA Gold Medal e il Distinguished Scientific Award dell’American Psychological Association. La rivoluzione cognitivaNegli anni Quaranta e Cinquanta Bruner conduce un lavoro pionieristico sulla percezione, noto come New Look: secondo l’Association for Psychological Science, quelle ricerche mostrano che la percezione è guidata anche dalla mente, oltre che dai sensi. Un collega citato dalla stessa fonte attribuisce proprio al New Look e alle successive ricerche di Bruner sulla formazione dei concetti l’avvio della «rivoluzione cognitiva» in psicologia, il passaggio da uno studio centrato sul comportamento osservabile a uno interessato ai processi mentali. Nel 1960 Bruner co-fonda con George Miller l’Harvard Center for Cognitive Studies, di cui è direttore. Sempre nel 1960 pubblica The Process of Education, il libro in cui introduce il concetto di curriculum a spirale: secondo l’Association for Psychological Science, l’idea centrale è che «idee complesse possano essere insegnate a qualunque età» attraverso la scoperta, tornando più volte sulle stesse idee chiave con una profondità crescente a ogni ripasso. Le tre modalità di rappresentazione della conoscenzaL’Association for Psychological Science attribuisce a Bruner l’identificazione di tre modalità con cui la conoscenza viene rappresentata nella mente: enattiva, iconica e simbolica. Secondo la sintesi di Simply Psychology, nella modalità enattiva la conoscenza è immagazzinata come risposte motorie, in quella iconica come immagini sensoriali (di solito visive), in quella simbolica come linguaggio, simboli matematici o altri sistemi di simboli, inclusa la musica.
Le fasce d’età sono la sintesi delle fonti divulgative consultate: un ordine di grandezza indicativo, non un dato clinico tratto dai testi originali di Bruner.
Apprendimento per scoperta e curriculum a spiraleSecondo Simply Psychology, Bruner sosteneva che gli studenti «imparano meglio quando scoprono le cose da soli», attraverso l’esplorazione attiva, e che «apprendisti di qualsiasi età possono padroneggiare qualunque materiale, se l’istruzione è organizzata in modo appropriato». È la base dell’apprendimento per scoperta, che si intreccia con il curriculum a spirale: non un unico passaggio su un argomento, ma ritorni ripetuti, ogni volta più approfonditi. Chi vuole capire perché questo approccio resta discusso nella scienza cognitiva può approfondire con il Recap sul carico cognitivo, che analizza i limiti della memoria di lavoro quando un argomento viene affrontato tutto insieme. Scaffolding: il supporto che si ritiraIl concetto di scaffolding viene sviluppato da Bruner insieme a David Wood e Gail Ross nel paper del 1976 “The Role of Tutoring in Problem Solving”, come risulta dal record bibliografico consultato su Europe PMC. Secondo l’Association for Psychological Science, lo scaffolding è «la struttura che gli esperti forniscono affinché chi apprende continui a progredire»; Simply Psychology lo descrive come un «sostegno temporaneo che aiuta chi apprende ad affrontare nuove sfide», fornito tramite indizi e la scomposizione del compito in passaggi più semplici, con un supporto che si riduce «gradualmente, mano a mano che l’apprendista diventa più indipendente». Il testo integrale del paper del 1976 non è disponibile in accesso aperto su Europe PMC/PubMed Central: qui si riportano solo i dati bibliografici (autori, anno, titolo), non citazioni dirette dall’articolo originale. Il ruolo della cultura e il confronto con PiagetPer Bruner l’apprendimento non è solo una questione individuale: secondo Simply Psychology, «la cultura e il linguaggio guidano questa crescita», mentre i bambini tornano sui concetti di base a livelli crescenti di complessità e astrazione. È il punto in cui la sua teoria si distingue più nettamente da quella di Jean Piaget. Secondo l’Association for Psychological Science, Bruner sosteneva che lo sviluppo cognitivo dipende dalla scolarizzazione e dal contesto culturale, e non solo dall’età, in contrasto con la teoria a stadi di Piaget. Simply Psychology riporta che Bruner era in disaccordo con l’idea di stadi di sviluppo fissi, sostenendo che «il modo giusto di presentare e spiegare un concetto permette a un bambino di afferrare qualcosa che di solito capisce solo un adulto».
In lavori successivi alla teoria dello sviluppo, secondo l’Association for Psychological Science, Bruner arriva a sostenere che «la narrativa, non la logica, è la modalità universale del pensiero»: le persone darebbero senso alla propria esperienza soprattutto raccontandola. Questo interesse per il significato e per il contesto culturale dell’apprendimento avvicina la prospettiva di Bruner a quella di altri autori che hanno studiato lo sviluppo come processo sociale, come Lev Vygotskij nel suo Mind in Society. Chi vuole collocare la teoria di Bruner nel panorama più ampio della psicologia scientifica può partire dal Recap su psicologia scientifica: cos’è e come si distingue dal senso comune, oppure confrontarla con le altre grandi correnti descritte nei Recap su comportamentismo e cognitivismo, di cui Bruner è considerato uno dei fondatori. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Jerome Bruner?Jerome Bruner (1915-2016) è stato uno psicologo statunitense, tra i protagonisti della rivoluzione cognitiva degli anni Sessanta: ha insegnato ad Harvard, a Oxford e, dal 1991, alla New York University School of Law. Cos'è lo scaffolding secondo Bruner?È il supporto temporaneo che un tutor offre a chi affronta un compito nuovo, tramite indizi e passaggi più semplici, ridotto progressivamente man mano che l'apprendista diventa autonomo. Bruner lo sviluppò nel 1976 con David Wood e Gail Ross. Quali sono le tre modalità di rappresentazione della conoscenza di Bruner?Enattiva (la conoscenza immagazzinata come risposte motorie), iconica (immagini sensoriali) e simbolica (linguaggio, simboli matematici e altri sistemi di simboli). In cosa Bruner si differenzia da Piaget?Piaget descrive lo sviluppo cognitivo come una sequenza di stadi legati all'età; per Bruner, invece, lo sviluppo dipende anche dalla scolarizzazione e dal contesto culturale, e una presentazione adeguata può far comprendere un concetto anche molto prima. Cos'è il curriculum a spirale di Bruner?Un modo di organizzare l'insegnamento in cui si torna più volte sulle stesse idee chiave lungo il percorso scolastico, approfondendole a ogni ripasso: è il concetto centrale del libro The Process of Education (1960). Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |







