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Welfare state: cos'è e come funziona | ||||||||||||
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Welfare state: cos'è e come funzionaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl welfare state è il sistema di politiche pubbliche con cui uno Stato garantisce protezione sociale ai cittadini nelle diverse fasi della vita, dalla sanità alla vecchiaia. Nasce in Germania negli anni 1880, quando il cancelliere Otto von Bismarck fa approvare tre leggi sull'assicurazione contro malattia, infortuni e invalidità e vecchiaia. Nel Regno Unito il Beveridge Report, presentato al parlamento nel novembre 1942, pone le basi per un modello più universale, esteso a tutta la popolazione. Le politiche di welfare si organizzano, nello schema dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, intorno a quattro funzioni, sanità, sostegno all'infanzia e all'istruzione, ammortizzatori sociali per l'età lavorativa e pensioni. La spesa sociale pubblica è cresciuta molto nei paesi OCSE, da meno del 10% del PIL nel 1960 a oltre il 30% in Francia e Italia nel 2022. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoLe prime leggi sociali, in GermaniaVerso la fine dell’Ottocento le fabbriche tedesche impongono turni lunghi, spesso di dodici o quattordici ore, in un ambiente di lavoro dannoso per la salute. Secondo il Deutsches Historisches Museum, queste condizioni generano proteste e scioperi ricorrenti nel corso del XIX secolo. È in questo clima che il cancelliere Otto von Bismarck fa approvare tre leggi che, in sequenza, coprono i rischi principali della vita di un operaio. Nel 1883 il Reichstag approva la legge sull’assicurazione contro le malattie, che riguarda gli operai impiegati da più di una settimana con un reddito sotto una certa soglia. Secondo il Deutsches Historisches Museum, la legge porta sotto copertura obbligatoria 4,7 milioni di operai industriali. Un anno dopo, nel 1884, entra in vigore la legge sull’assicurazione contro gli infortuni: in caso di incidente sul lavoro, l’operaio riceve un indennizzo indipendentemente da chi ha causato l’incidente, a partire dalla quattordicesima settimana, quando finisce la copertura della malattia. La terza legge, sull’assicurazione invalidità e vecchiaia, arriva nel 1889. Le fonti tedesche non concordano sul giorno esatto di approvazione, tra maggio e luglio, ma è certo che la legge nasce sotto la pressione di un grande sciopero dei minatori del bacino della Ruhr. La pensione che ne risulta è modesta: secondo la Bundeszentrale für politische Bildung, dopo trent’anni di contributi copre solo un quinto o un sesto del reddito precedente. Bismarck non è un rivoluzionario. Secondo il Deutsches Historisches Museum, il ragionamento dietro le sue leggi è che gli operai si sarebbero sentiti più legati allo Stato se questo avesse garantito loro un certo grado di sicurezza: le tre leggi nascono come strumento di stabilità politica. Il modello britannico e il Beveridge ReportOltre cinquant’anni dopo, nel Regno Unito, un comitato interdipartimentale sull’assicurazione sociale e i servizi collegati, guidato dall’economista William Beveridge, presenta al parlamento un rapporto: è il novembre 1942, in piena guerra. Secondo il Modern Records Centre dell’Università di Warwick, il rapporto propone un tipo nuovo di welfare state, con un’assicurazione sociale estesa a ogni fase della vita e l’obiettivo dichiarato di impedire il ritorno della povertà diffusa vista durante la crisi economica prebellica. Il rapporto riceve un’accoglienza ampia ed è considerato, secondo la stessa fonte, il documento fondativo del welfare state costruito dal governo laburista tra il 1945 e il 1951. A differenza del modello tedesco, nato assicurazione per assicurazione e legato al posto di lavoro, l’impostazione britannica punta a una copertura più uniforme, rivolta all’insieme della popolazione.
Le quattro funzioni del welfare stateSecondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, un sistema di protezione sociale garantisce, come base minima, l’accesso alle cure essenziali e una sicurezza di reddito lungo tutto il corso della vita. Da questa definizione si ricavano quattro funzioni che tornano, con proporzioni diverse, in ogni paese OCSE: la sanità, il sostegno all’infanzia e all’istruzione, gli ammortizzatori sociali per chi è in età lavorativa ma non riesce a guadagnare a sufficienza (malattia, disoccupazione, maternità, invalidità) e le pensioni per la vecchiaia. Queste quattro funzioni si intrecciano con le scelte di politica economica di un paese: la spesa per ammortizzatori sociali si lega da vicino alle dinamiche del mercato del lavoro. Tre modelli di welfareNel 1990 il sociologo Gøsta Esping-Andersen propone una classificazione dei sistemi di welfare in tre gruppi di paesi, distinti dal modo in cui Stato, mercato e famiglia si dividono il compito di garantire protezione sociale.
Il modello liberale, secondo la ricerca accademica pubblicata da Cambridge Core, si basa su assistenza condizionata al reddito e trasferimenti universali modesti, rivolti soprattutto a una fascia di popolazione a basso reddito. Il modello socialdemocratico, tipico dei paesi nordici, nasce invece da una coalizione politica di sinistra abbastanza forte da imporre politiche sociali universalistiche. Il terzo modello, quello conservatore-corporativo, organizza la protezione sociale attorno al lavoro e ai contributi versati: è la logica delle assicurazioni bismarckiane raccontate in apertura, diffusa in diversi paesi dell’Europa continentale. Quanto spendono i paesi OCSESecondo l’OCSE, nel 1960 la spesa sociale pubblica dei paesi membri era in media inferiore al 10% del PIL. Nel 2022 Francia e Italia guidano la classifica OCSE, con una spesa sociale pubblica superiore al 30% del PIL; all’estremo opposto, Costa Rica, Irlanda, Corea del Sud, Messico e Turchia restano sotto il 15%. La pandemia da Covid-19 lascia un segno visibile nella serie storica: sempre secondo l’OCSE, la spesa sociale media sale dal 20% del PIL nel 2019 al 23% nel 2020, per poi scendere a una stima del 21% nel 2022. Queste differenze tra paesi non dipendono solo dalla generosità delle prestazioni: riflettono anche il modo in cui ciascun paese affronta le disuguaglianze e la povertà, e le scelte di politica economica più ampie che, nel secondo dopoguerra, si sono ispirate spesso alle idee del keynesismo sul ruolo dello Stato nell’economia. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il welfare state, in poche parole?È l'insieme delle politiche pubbliche con cui uno Stato garantisce protezione sociale ai cittadini nelle diverse fasi della vita: sanità, sostegno all'infanzia e all'istruzione, ammortizzatori sociali per chi è in età lavorativa e pensioni per la vecchiaia. Quando e dove nasce il welfare state?Le prime leggi sociali nascono in Germania negli anni 1880, con l'assicurazione contro le malattie (1883), gli infortuni (1884) e l'invalidità e vecchiaia (1889) volute da Bismarck. Nel Regno Unito il modello si allarga dopo il Beveridge Report, presentato al parlamento nel novembre 1942. Qual è la differenza tra welfare state e welfare aziendale?Il welfare aziendale è l'insieme dei benefit che un'azienda offre ai propri dipendenti, come buoni pasto o assicurazioni integrative. Il welfare state è il sistema pubblico di protezione sociale organizzato dallo Stato: un tema diverso, anche se i nomi si somigliano. C'è un riassunto o una mappa concettuale del welfare state?Sì: il Recap in 30 secondi e i Punti Chiave, in cima alla pagina, riassumono le origini e le quattro funzioni; più sotto la sezione Mappa offre uno schema visivo con origini, funzioni, modelli e spesa sociale. Quali paesi OCSE spendono di più per il welfare?Secondo l'OCSE, nel 2022 Francia e Italia erano i paesi OCSE con la spesa sociale pubblica più alta, oltre il 30% del PIL; Costa Rica, Irlanda, Corea del Sud, Messico e Turchia restavano invece sotto il 15%. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













