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    Welfare state: cos'è e come funziona

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 29 settembre 2026

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    Il welfare state è il sistema di politiche pubbliche con cui uno Stato garantisce protezione sociale ai cittadini nelle diverse fasi della vita, dalla sanità alla vecchiaia. Nasce in Germania negli anni 1880, quando il cancelliere Otto von Bismarck fa approvare tre leggi sull'assicurazione contro malattia, infortuni e invalidità e vecchiaia. Nel Regno Unito il Beveridge Report, presentato al parlamento nel novembre 1942, pone le basi per un modello più universale, esteso a tutta la popolazione. Le politiche di welfare si organizzano, nello schema dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, intorno a quattro funzioni, sanità, sostegno all'infanzia e all'istruzione, ammortizzatori sociali per l'età lavorativa e pensioni. La spesa sociale pubblica è cresciuta molto nei paesi OCSE, da meno del 10% del PIL nel 1960 a oltre il 30% in Francia e Italia nel 2022.

    Punti Chiave

    • Il welfare state è l'insieme delle politiche pubbliche di protezione sociale, non un singolo programma.
    • Le prime leggi sociali nascono in Germania: assicurazione malattia nel 1883, infortuni nel 1884, invalidità e vecchiaia nel 1889.
    • Il Beveridge Report, presentato al parlamento britannico nel novembre 1942, ispira il welfare state del Regno Unito del secondo dopoguerra.
    • Le quattro funzioni di base sono sanità, infanzia e istruzione, ammortizzatori per l'età attiva e pensioni.
    • Il sociologo Gøsta Esping-Andersen distingue, nel 1990, tre modelli di welfare: liberale, conservatore-corporativo e socialdemocratico.
    • Nel 2022 Francia e Italia sono i paesi OCSE con la spesa sociale pubblica più alta, oltre il 30% del PIL.

    I numeri chiave

    • 4,7 milioni operai industriali assicurati per legge contro le malattie in Germania, con l'entrata in vigore della legge del 1883 Fonte: Deutsches Historisches Museum
    • meno del 10% quota media del PIL destinata alla spesa sociale pubblica nei paesi OCSE, nel 1960 Fonte: OCSE
    • oltre il 30% quota del PIL destinata alla spesa sociale pubblica in Francia e Italia, i livelli più alti tra i paesi OCSE nel 2022 Fonte: OCSE

    L'Approfondimento

    Le prime leggi sociali, in Germania

    Verso la fine dell’Ottocento le fabbriche tedesche impongono turni lunghi, spesso di dodici o quattordici ore, in un ambiente di lavoro dannoso per la salute. Secondo il Deutsches Historisches Museum, queste condizioni generano proteste e scioperi ricorrenti nel corso del XIX secolo. È in questo clima che il cancelliere Otto von Bismarck fa approvare tre leggi che, in sequenza, coprono i rischi principali della vita di un operaio.

    Nel 1883 il Reichstag approva la legge sull’assicurazione contro le malattie, che riguarda gli operai impiegati da più di una settimana con un reddito sotto una certa soglia. Secondo il Deutsches Historisches Museum, la legge porta sotto copertura obbligatoria 4,7 milioni di operai industriali. Un anno dopo, nel 1884, entra in vigore la legge sull’assicurazione contro gli infortuni: in caso di incidente sul lavoro, l’operaio riceve un indennizzo indipendentemente da chi ha causato l’incidente, a partire dalla quattordicesima settimana, quando finisce la copertura della malattia.

    La terza legge, sull’assicurazione invalidità e vecchiaia, arriva nel 1889. Le fonti tedesche non concordano sul giorno esatto di approvazione, tra maggio e luglio, ma è certo che la legge nasce sotto la pressione di un grande sciopero dei minatori del bacino della Ruhr. La pensione che ne risulta è modesta: secondo la Bundeszentrale für politische Bildung, dopo trent’anni di contributi copre solo un quinto o un sesto del reddito precedente.

    Bismarck non è un rivoluzionario. Secondo il Deutsches Historisches Museum, il ragionamento dietro le sue leggi è che gli operai si sarebbero sentiti più legati allo Stato se questo avesse garantito loro un certo grado di sicurezza: le tre leggi nascono come strumento di stabilità politica.

    Il modello britannico e il Beveridge Report

    Oltre cinquant’anni dopo, nel Regno Unito, un comitato interdipartimentale sull’assicurazione sociale e i servizi collegati, guidato dall’economista William Beveridge, presenta al parlamento un rapporto: è il novembre 1942, in piena guerra. Secondo il Modern Records Centre dell’Università di Warwick, il rapporto propone un tipo nuovo di welfare state, con un’assicurazione sociale estesa a ogni fase della vita e l’obiettivo dichiarato di impedire il ritorno della povertà diffusa vista durante la crisi economica prebellica.

    Il rapporto riceve un’accoglienza ampia ed è considerato, secondo la stessa fonte, il documento fondativo del welfare state costruito dal governo laburista tra il 1945 e il 1951. A differenza del modello tedesco, nato assicurazione per assicurazione e legato al posto di lavoro, l’impostazione britannica punta a una copertura più uniforme, rivolta all’insieme della popolazione.

    Esempio pratico: una famiglia che perde il lavoro in un sistema di stampo bismarckiano riceve un sostegno proporzionale ai contributi versati durante l’impiego; nello schema pensato dal Beveridge Report la stessa famiglia avrebbe diritto a una copertura di base indipendente dalla storia contributiva.

    Le quattro funzioni del welfare state

    Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, un sistema di protezione sociale garantisce, come base minima, l’accesso alle cure essenziali e una sicurezza di reddito lungo tutto il corso della vita. Da questa definizione si ricavano quattro funzioni che tornano, con proporzioni diverse, in ogni paese OCSE: la sanità, il sostegno all’infanzia e all’istruzione, gli ammortizzatori sociali per chi è in età lavorativa ma non riesce a guadagnare a sufficienza (malattia, disoccupazione, maternità, invalidità) e le pensioni per la vecchiaia.

    Queste quattro funzioni si intrecciano con le scelte di politica economica di un paese: la spesa per ammortizzatori sociali si lega da vicino alle dinamiche del mercato del lavoro.

    Tre modelli di welfare

    Nel 1990 il sociologo Gøsta Esping-Andersen propone una classificazione dei sistemi di welfare in tre gruppi di paesi, distinti dal modo in cui Stato, mercato e famiglia si dividono il compito di garantire protezione sociale.

    ModelloCome funzionaChi copre
    LiberaleAiuti selettivi, legati al reddito, e schemi assicurativi modestiSoprattutto chi ha un reddito basso e dipende dallo Stato
    Conservatore-corporativoAssicurazioni legate al lavoro svolto e alla carriera contributivaI lavoratori assicurati e le loro famiglie
    SocialdemocraticoPolitiche sociali universali, rivolte a tutta la popolazioneL’intera cittadinanza, indipendentemente dal reddito

    Il modello liberale, secondo la ricerca accademica pubblicata da Cambridge Core, si basa su assistenza condizionata al reddito e trasferimenti universali modesti, rivolti soprattutto a una fascia di popolazione a basso reddito. Il modello socialdemocratico, tipico dei paesi nordici, nasce invece da una coalizione politica di sinistra abbastanza forte da imporre politiche sociali universalistiche. Il terzo modello, quello conservatore-corporativo, organizza la protezione sociale attorno al lavoro e ai contributi versati: è la logica delle assicurazioni bismarckiane raccontate in apertura, diffusa in diversi paesi dell’Europa continentale.

    Quanto spendono i paesi OCSE

    Secondo l’OCSE, nel 1960 la spesa sociale pubblica dei paesi membri era in media inferiore al 10% del PIL. Nel 2022 Francia e Italia guidano la classifica OCSE, con una spesa sociale pubblica superiore al 30% del PIL; all’estremo opposto, Costa Rica, Irlanda, Corea del Sud, Messico e Turchia restano sotto il 15%. La pandemia da Covid-19 lascia un segno visibile nella serie storica: sempre secondo l’OCSE, la spesa sociale media sale dal 20% del PIL nel 2019 al 23% nel 2020, per poi scendere a una stima del 21% nel 2022.

    Queste differenze tra paesi non dipendono solo dalla generosità delle prestazioni: riflettono anche il modo in cui ciascun paese affronta le disuguaglianze e la povertà, e le scelte di politica economica più ampie che, nel secondo dopoguerra, si sono ispirate spesso alle idee del keynesismo sul ruolo dello Stato nell’economia.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Welfare state: Welfare stateSlide 2 della presentazione su Welfare state: Chi paga le tue cure quando ti ammali?Slide 3 della presentazione su Welfare state: In questo RecapSlide 4 della presentazione su Welfare state: Capitolo 01: Le origini in GermaniaSlide 5 della presentazione su Welfare state: Le tre leggi di BismarckSlide 6 della presentazione su Welfare state: Un effetto immediatoSlide 7 della presentazione su Welfare state: Il rapporto del 1942Slide 8 della presentazione su Welfare state: Capitolo 02: Le quattro funzioniSlide 9 della presentazione su Welfare state: Il sostegno lungo la vita: Infanzia, Età attiva, VecchiaiaSlide 10 della presentazione su Welfare state: Le leggi sociali di Bismarck nascono da un calcolo di stabilità politica.Slide 11 della presentazione su Welfare state: Capitolo 03: Modelli e numeriSlide 12 della presentazione su Welfare state: La classificazione di Esping-Andersen: Liberale, Conservatore, SocialdemocraticoSlide 13 della presentazione su Welfare state: La spesa sociale cresceSlide 14 della presentazione su Welfare state: In che anno la Germania introduce l'assicurazione contro le malattie?Slide 15 della presentazione su Welfare state: Continua a leggere
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il welfare state è un'invenzione della sinistra.

      ✓ Realtà Le prime leggi sociali nascono in Germania per volontà di Otto von Bismarck, cancelliere conservatore. Secondo il Deutsches Historisches Museum, l'obiettivo era legare i lavoratori allo Stato garantendo loro un certo grado di sicurezza, non attuare un programma socialista.

    • ✗ Mito Welfare state e welfare aziendale sono la stessa cosa.

      ✓ Realtà Il welfare aziendale è l'insieme dei benefit che un'azienda offre ai propri dipendenti, come buoni pasto o assicurazioni integrative. Il welfare state è il sistema pubblico di protezione sociale organizzato dallo Stato, di cui parla questo Recap: un tema diverso.

    • ✗ Mito Il welfare state serve solo a chi è povero.

      ✓ Realtà Le quattro funzioni della protezione sociale, sanità, infanzia e istruzione, ammortizzatori per l'età attiva e pensioni, riguardano l'intera popolazione nel corso della vita, non solo chi si trova in difficoltà economica.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Welfare state: cos'è e come funziona
    • Welfare state
      • Origini in Germania Le tre leggi di Bismarck
        • 1883, assicurazione malattia Copre 4,7 milioni di operai
        • 1884, assicurazione infortuni Indennizzo dalla 14a settimana
        • 1889, invalidità e vecchiaia Nasce dopo lo sciopero dei minatori della Ruhr
      • Il modello britannico Il Beveridge Report
        • Novembre 1942 Il rapporto è presentato al parlamento
        • 1945-1951 Il governo laburista attua le riforme
      • Le quattro funzioni
        • Sanità
        • Infanzia e istruzione
        • Ammortizzatori per l'età attiva
        • Pensioni
      • I modelli di welfare Classificazione di Esping-Andersen, 1990
        • Modello liberale
        • Modello conservatore-corporativo
        • Modello socialdemocratico
      • La spesa sociale OCSE
        • 1960 Meno del 10% del PIL, in media
        • 2022 Oltre il 30% del PIL, in Francia e Italia

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno la Germania di Bismarck introduce la prima assicurazione contro le malattie per gli operai?

    La legge sull'assicurazione contro le malattie entra in vigore nel 1883, prima delle tre leggi sociali volute da Bismarck.

    2 Chi ha presieduto il comitato che ha prodotto il rapporto presentato al parlamento britannico nel 1942?

    L'economista William Beveridge ha guidato il comitato interdipartimentale sull'assicurazione sociale che ha prodotto il rapporto del 1942.

    3 Secondo lo schema dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, quale NON è una delle quattro funzioni di base del welfare state?

    Le quattro funzioni di base sono sanità, infanzia e istruzione, ammortizzatori per l'età attiva e pensioni: la difesa nazionale non ne fa parte.

    4 Vero o falso: nel 2022 Francia e Italia avevano la spesa sociale pubblica più bassa tra i paesi OCSE.

    È falso: secondo l'OCSE, nel 2022 Francia e Italia avevano la spesa sociale pubblica più alta tra i paesi OCSE, oltre il 30% del PIL.

    5 Secondo la tipologia proposta da Gøsta Esping-Andersen nel 1990, quale modello è tipico dei paesi nordici?

    Il modello socialdemocratico, con politiche sociali universali rivolte a tutta la popolazione, è quello che Esping-Andersen associa ai paesi nordici.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-C · 4-B · 5-C

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Il welfare state è il sistema di politiche pubbliche con cui uno Stato garantisce protezione sociale ai cittadini nelle diverse fasi della vita, dalla sanità alla vecchiaia. Nasce in Germania negli anni 1880, quando il cancelliere Otto von Bismarck fa approvare tre leggi sull'assicurazione contro malattia, infortuni e invalidità e vecchiaia. Nel Regno Unito il Beveridge Report, presentato al parlamento nel novembre 1942, pone le basi per un modello più universale, esteso a tutta la popolazione. Le politiche di welfare si organizzano, nello schema dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, intorno a quattro funzioni, sanità, sostegno all'infanzia e all'istruzione, ammortizzatori sociali per l'età lavorativa e pensioni. La spesa sociale pubblica è cresciuta molto nei paesi OCSE, da meno del 10% del PIL nel 1960 a oltre il 30% in Francia e Italia nel 2022.

    Domande e risposte

    Cos'è il welfare state, in poche parole?

    È l'insieme delle politiche pubbliche con cui uno Stato garantisce protezione sociale ai cittadini nelle diverse fasi della vita: sanità, sostegno all'infanzia e all'istruzione, ammortizzatori sociali per chi è in età lavorativa e pensioni per la vecchiaia.

    Quando e dove nasce il welfare state?

    Le prime leggi sociali nascono in Germania negli anni 1880, con l'assicurazione contro le malattie (1883), gli infortuni (1884) e l'invalidità e vecchiaia (1889) volute da Bismarck. Nel Regno Unito il modello si allarga dopo il Beveridge Report, presentato al parlamento nel novembre 1942.

    Qual è la differenza tra welfare state e welfare aziendale?

    Il welfare aziendale è l'insieme dei benefit che un'azienda offre ai propri dipendenti, come buoni pasto o assicurazioni integrative. Il welfare state è il sistema pubblico di protezione sociale organizzato dallo Stato: un tema diverso, anche se i nomi si somigliano.

    C'è un riassunto o una mappa concettuale del welfare state?

    Sì: il Recap in 30 secondi e i Punti Chiave, in cima alla pagina, riassumono le origini e le quattro funzioni; più sotto la sezione Mappa offre uno schema visivo con origini, funzioni, modelli e spesa sociale.

    Quali paesi OCSE spendono di più per il welfare?

    Secondo l'OCSE, nel 2022 Francia e Italia erano i paesi OCSE con la spesa sociale pubblica più alta, oltre il 30% del PIL; Costa Rica, Irlanda, Corea del Sud, Messico e Turchia restavano invece sotto il 15%.

    Fonti consultate

    • Deutsches Historisches Museum, LeMO – Sozialgesetzgebung
    • Bundeszentrale für politische Bildung – Bismarcks Sozialgesetze
    • University of Warwick, Modern Records Centre – The Beveridge Report
    • OECD – Sizing up Welfare States: How do OECD countries compare?
    • ILO – Social protection floor
    • Cambridge Core – recensione di The Three Worlds of Welfare Capitalism

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